African Stories: Mike Omeliko, professionista del Napoletano impegnato nelle lotte sindacali

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African Stories: Mike Omeliko
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Cosa si prova a lavorare venticinque anni in un’impresa in cui il clima è piuttosto disteso e poi dopo un quarto di secolo, sentirsi definiti, senza un’apparente ragione, “sporco negro” dai vertici aziendali? Ce lo ha raccontato Mike Omeliko, 59 anni, nato in Nigeria a Lokoja e residente da tantissimi anni ad Acerra, in provincia di Napoli.
Mike è arrivato nel 1992 nella città partenopea e si è laureato in Farmacia all’Universita’ degli studi Federico II e in Microbiologia al Kaduna polytechnic (Nigeria). “Ricordo una Napoli bellissima in quel periodo. Subito dopo la laurea, ho lavorato in una farmacia e ora sono Quality manager per la It Wash ad Acerra che produce elettrodomestici”, racconta. Per Mike, non ci sono dubbi, l’atteggiamento di sfida razzista è da ricondursi al consolidamento delle destre in Italia che fungono da detonatore delle condizioni xenofobe, oramai diffuse in diversi ambienti.

African Stories: Mike Omeliko, l’impegno tra sindacati e volontariato

Anche noi di Connect abbiamo espresso solidarietà qualche settimana fa, attraverso un video, nei confronti di Mike impegnato a tutelare i suoi colleghi nel mezzo di un’accesa vertenza sindacale, per la decisione unilaterale, da parte dell’azienda, di procedere a dei licenziamenti. Lui stesso, infatti, rappresenta la Federazione Italiana Operai Metallurgici (Fiom) della Cgil, oltre ad appartenere alla Croce Rossa e a essere il presidente della comunità nigeriana a Napoli. Una forza della natura che non le manda a dire: “In pensione, stando alla situazione attuale, penso che tornerò in Nigeria. Scappano gli italiani da qui, figuriamoci io”. Il tono è un misto di rassegnazione e dispiacere che può appartenere solo a chi questo Paese l’ha amato e ora non si riconosce più.
In questi anni Mike ha stretto amicizia con molti italiani, si è impegnato a livello sociale per la comunità nigeriana, ha acquistato casa e si e dedicato al suo lavoro. Nel 2015 si è candidato anche alle elezioni politiche a Mugnano di Napoli, un’esperienza difficile, a suo dire, “perché qui tutto si basa non su un sistema meritocratico, ma sui familiari e una rete di conoscenze abbastanza pervasiva”. E qui, forse, è il caso di dirlo, non si tratta di uno stereotipo.

African Stories: Mike Omeliko e la sua visione sull’integrazione

Al momento la sua comunità nigeriana conta trenta persone. “E’ gente che ha voglia d’integrarsi. A primo impatto può sembrare che ci sia un atteggiamento di chiusura, invece, si tratta semplicemente di persone che incontrano l’ostacolo della lingua”.
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Mike Omeliko: professionista del napoletano
Per Mike l’integrazione è bidirezionale, poiché afferma: “Certo, i nigeriani devono darsi da fare, ma anche gli italiani potrebbero sdoganare certi luoghi comuni sulla comunità nigeriana. Non siamo dei drogati, semplicemente inclini alle peggiori barbarie. Inoltre, quando si tratta di parlare d’Africa, gli italiani non coinvolgono mai veramente gli africani”. Si parla del continente nero ogni volta, senza ascoltare chi veramente abita lì o viene da quei posti, soprattutto nei contesti mediatici. Secondo Mike, poi, “l’integrazione passa dalla cucina. Non è raro sentire gli italiani dire ‘che schifo’, ‘che puzza’, odorando magari i profumi di una qualsivoglia cucina dell’Africa”.
Occorre essere capaci d’incontrare chi non si conosce, dunque, con la sua imprevedibile singolarità. Perché tutti siamo migranti, lo siamo stati o potremmo esserlo.
Veronica Otranto Godano