Giornata internazionale per porre fine all’impunità dei crimini contro i giornalisti

Giornata internazionale per porre fine all’impunità dei crimini contro i giornalisti

Il 2 Novembre è la Giornata internazionale per porre fine all’impunità dei crimini contro i giornalisti, giornata che ricorda il duplice omicidio avvenuto in Mali, quando un commando ha ucciso due giornalisti di Radio France International. I due professionisti erano impegnati in un approfondimento sul tema della politica del paese africano. Nel mondo dal 1992 sono stati uccisi oltre 1400 giornalisti e nella maggior parte dei casi purtroppo ha prevalso l’impunità. Lo confermano alcuni dati raccolti in Italia: solo nel 2022 il numero di professionisti dell’informazione minacciati è di 322, dei quali oltre il 90 per cento attende che il sistema riesca a fare giustizia. Una situazione a cui è necessario porre rimedio il prima possibile per tutelare, non solo coloro che davvero credono nell’approfondimento alla ricerca della verità, ma per garantire il benessere di tutti i cittadini, perché – come sappiamo tutti – solo un sano giornalismo garantisce una sana democrazia. 

Come fermare le querele pretestuose contro i giornalisti?

In occasione di questa Giornata l’associazione Ossigeno per l’informazione, ha organizzato un convegno intitolato Chi fermerà le querele pretestuose contro i giornalisti?” L’iniziativa, svoltasi a Roma il 27 ottobre ha posto l’accento sul tipo di querela, che è quella pretestuosa, rivolta agli stessi giornalisti, per fermarli nel procedere nello svolgimento del proprio lavoro. Un attacco criminoso e frontale che, secondo gli avvocati dell’organizzazione, è oggi possibile fermare grazie allo strumento poco conosciuto della controquerela. Lo hanno dimostrato i casi di Leandro Salvia e Carlo Ceraso, due giornalisti che hanno visto in tempi accettabili il querelante condannato. Esempi positivi esistono grazie allo sportello che tutela i giornalisti offerto da Ossigeno per l’informazione. Casi che però non sono così comuni, se si pensa che già nel 2023 si contano oltre 83 minacce rivolte ai giornalisti, la maggior parte delle quali resterà senza colpevole. 

I giornalisti italiani uccisi

In Italia si ricordano decine di protagonisti dell’informazione uccisi mentre erano impegnati nella ricerca della verità e, per ricordarne le vicende di coraggio, alla ricerca della giustizia, è nato l’archivio Giornalisti Uccisi. I nomi, i volti e le storie sono tante e toccanti, tra questi possiamo ricordare: Giovanni Spampinato, Mauro De Mauro, Antonio Russo, Cosimo Cristina, Giuseppe Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Giuseppe Alfano, Giancarlo Siani, Carlo Casalegno, Walter Tobagi, Graziella De Palo, Italo Toni, Almerigo Grilz, Guido Puletti, Marco Luchetta con Alessandro Ota e Dario D’Angelo, Ilaria Alpi con Miran Hrovatin, Marcello Palmisano, Gabriel Gruener, Antonio Russo, Maria Grazia Cutuli, Raffaele Ciriello, Enzo Baldoni, Fabio Polenghi, Vittorio Arrigoni, Andrea Rocchelli e Simone Camilli. 

Il Parlamento Europeo ed il Media Freedom Act

Ad ottobre il Parlamento Europeo ha promosso l’applicazione di una normativa realizzata con la società civile a tutela della libertà dell’informazione. La normativa tutela l’indipendenza e la pluralità dell’informazione. Ma con un neo, proprio l’impegno a tutelare i giornalisti: l’articolo 4 infatti rende legittimo che alcuni organismi istituzionali e non possano spiare i giornalisti solo “per motivi di sicurezza nazionale”, una deroga ambigua che rischia di mettere in pericolo sia i giornalisti che le fonti, diventando presto un elemento boomerang dell’intero sistema democratico.  

Le proposte di Ossigeno per tutelare i giornalisti

Per tutelare i giornalisti, sono decine le proposte avanzate dalla società civile. Tra queste proposte – pensate  da Ossigeno per l’informazione – ci sono la depenalizzazione della diffamazione a mezzo stampa, il fermare le querele strumentali, il rafforzare il segreto professionale, fare sì che l’editore copra le spese legali che deve affrontare il giornalista. Solo alcune idee delle tante che migliorerebbero non solo le condizioni di lavoro dei professionisti dell’informazione. Migliorerebbe indirettamente la qualità del giornalismo, e rappresenterebbe una modalità strategica per rendere la democrazia in Italia più effettiva. 

Per saperne di più vai al sito Ossigeno.info