Cultura Nigeriana: Bologna celebra l'apertura, il dialogo e l'amicizia tra i popoli

Nigerian Culture

Valorizzare in toto il contributo della comunità nigeriana in Italia. È questo il significato dell’evento che ha avuto luogo sabato 27 giugno, a Bologna, dove si è svolta la quarta edizione della Giornata della Cultura Nigeriana in Italia.

L’appuntamento è stato promosso dall’Unione nazionale delle associazioni nigeriane in Italia (Nunai) nella location situata in via Aristotele Fioravanti. La giornata ha offerto un ricco programma di attività tra cui musica, danza, moda, gastronomia e momenti di incontro, con l’obiettivo di far conoscere la cultura nigeriana e favorire il dialogo tra comunità diverse.

Ospite d’onore è stato Paul Oga Adikwu, Ambasciatore della Nigeria presso la Santa Sede.

L’invito di Connect a rifiutare gli stereotipi

Le comunità della diaspora partecipano in modo vivo al territorio: vale la pena conoscerne usi e costumi per un arricchimento del proprio bagaglio culturale e per avere una comprensione più ampia della realtà che ci circonda – dichiara Laura Ghiandoni, presidente di Connect, “Manifestazioni come la Giornata dei nigeriani in Italia permettono di incontrarsi, conoscersi. Dobbiamo impegnarci a rifiutare gli stereotipi che spesso nascono dalla mancanza di ascolto e di occasioni di confronto”.

La cultura nigeriana e

Il presidente nazionale dell’Unione nazionale delle associazioni nigeriane in Italia, Rowland Anyaehiechukwu Ndukuba, sottolinea il significato dell’iniziativa: “L’associazione Nunai esiste da 40 anni. Nel 2021 abbiamo pensato di creare un’iniziativa che unisse tutti i nigeriani, per far capire che qui in Italia ci sono persone che lavorano onestamente, contribuendo alla crescita economica del Paese e ancor  di più alla natalità”.

L’evento ha significato un’occasione per riflettere sul ruolo delle seconde generazioni: ragazze e ragazzi nati o cresciuti in Italia, formati nelle scuole e nelle università del Paese e pienamente inseriti nelle comunità in cui vivono. Giovani che, nonostante le competenze acquisite, continuano talvolta a incontrare discriminazioni e difficoltà nell’accesso al lavoro e alle opportunità professionali.

Discriminazione: la fuga di cervelli delle seconde generazioni e lo jus solis

“Le persone oneste dovrebbero essere valorizzate, ma il razzismo c’è. Quindi assistiamo a una vera e propria fuga di cervelli, con molti giovani che scelgono di lasciare l’Italia. Le istituzioni dovrebbero valorizzare le seconde generazioni di nuovi italiani: a prescindere dal colore della pelle, nessuno dovrebbe mai essere discriminato” prosegue Ndukuba. “Ascoltare la pluralità delle voci presenti nel nostro Paese significa rafforzare la democrazia, contrastare il razzismo e costruire una società più inclusiva e consapevole”.

La celebrazione è stata aperta da un momento di preghiera dedicato alle vittime delle violenze, dei rapimenti e delle persecuzioni che continuano a colpire le comunità cristiane in Nigeria. “Quest’anno l’anniversario è stato celebrato in forma ridotta a causa della grave situazione in cui versano i cristiani in Nigeria. Non se ne sente mai parlare nei giornali, eppure oggi in Nigeria i cristiani sono perseguitati e la situazione peggiora ogni giorno di più”.

La Giornata della Cultura Nigeriana in Italia si conferma così un momento di festa e condivisione, ma anche un’importante occasione di dialogo, nel segno del messaggio scelto per la quarta edizione: “Celebrare l’unità, preservare la cultura, costruire il futuro”.