African Stories: Tommy Kuti e il suo rap sociale

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African Stories: Tommy Kuty e il suo rap sociale
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1989, siamo ad Abeokuta, città della Nigeria dove nasce Tommy Kuti , all’anagrafe Tolulope Olabode Kuti. Dopo due anni la storia è quella che conosciamo tutti, solo un po’ più fortunata. Sotto una buona stella Tommy si trasferisce in Italia con la mamma, raggiungendo il papà. Alle spalle si lasciano un’instabilità che da sempre ha caratterizzato il Paese fin dall’indipendenza.
La traversata, dunque, ha un esito positivo che si traduce in una concreta possibilità di guardare al futuro con ottimismo in un’altra nazione in cui si cresce, si studia e un po’ alla volta si finisce a vivere per addizione. Un fenomeno che accade quando il vissuto iniziale deve amalgamarsi con una nuova quotidianità: il risultato è una cultura mista che rappresenta una risorsa in termini di crescita sociale.

African stories, Tommy Kuty e il suo rap sociale in cui risuona il suo: “Sono un afroitaliano”

Tommy è per l’appunto un “afroitaliano” – come il titolo di una sua canzone – che della sua italianità e del suo made in Nigeria ne ha fatto un punto di forza nelle canzoni rap. Già perché il ragazzo, a dispetto dei luoghi comuni, è nato davvero con la musica nel sangue. Le sue sono rime sociali che mirano a dare voce ai giovani come lui, quelli che si battono per lo ius soli e che ancora, dopo una vita in Italia, si sentono dire che non sono italiani. Raccontare le cose, spiegarle, educare alla tolleranza, significa sedimentare nelle coscienze altrui il processo di confronto e di scambio di valori, di standard di vita e modelli di comportamento tra popolazione immigrata e società ospitante.
La famiglia di Tommy si trasferisce a Brescia dove apre una ditta d’import/export. Il rapper frequenta un anno di liceo negli Stati Uniti e consegue una laurea nella città di Cambridge in Scienze della Comunicazione. A studiare in Inghilterra ora sono altri tre fratelli (in tutto sono cinque), a dimostrazione del fatto che spesso quando si emigra lo si fa per dare ai propri figli il miglior avvenire possibile. Senza dimenticare che Tommy, oltre all’inglese, se la cava pure con il francese e il tedesco.

Le sue dichiarazioni

“Ho sempre voluto fare il cantante. Nel 2016 mi sono lanciato in questa avventura musicale, lavoravo in Apple. Nel 2023 uscirà il mio nuovo disco venato da influenze afro-beat”, racconta Tommy che sottolinea come la sua parte italiana sia devota alla ricerca costante della poesia e del bello. L’artista afferma, inoltre, di ritornare in Nigeria almeno una volta all’anno e di vivere in maniera molto profonda, alla stregua delle tradizioni italiane, anche quelle del suo Paese di origine.
Veronica Otranto Godano